Giuseppe Ungaretti, “Vanità”

Naufragi è uno dei nuclei poetici de L’Allegria di Giuseppe Ungaretti, raccolta composta tra il 1914 e il 1919. Il pensiero del naufragio racchiude la consapevolezza amara della fragilità umana nella vastità dell’infinito, l’immensità della natura che inghiotte ogni nostro respiro. Il testo che vi propongo oggi esprime bene il concetto della vanità umana, ma non si limita alla pessimistica rassegnazione di fronte alla piccolezza dell’uomo; piuttosto, l’autore ci invita a considerare ogni minimo particolare della nostra esistenza, per evitare di naufragare nella consapevolezza della nostra vacuità e per riconciliarci, invece, con l’universo in cui viviamo, in armonia.

 

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© Mountains – Photography by Max Rive 

 

Vanità
Vallone il 19 Agosto 1917

D’improvviso
è alto
sulle macerie
il limpido
stupore
dell’immensità

E l’uomo
curvato
sull’acqua
sorpresa
dal sole
si rinviene
un’ombra

Cullata e
piano
franta

2 pensieri riguardo “Giuseppe Ungaretti, “Vanità”

  1. Quanto amo questo grande, magnifico uomo dal nome Giuseppe Ungaretti!
    Un caro saluto e un auguro di un felice fine settimana
    Adriana

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    1. Condivido, è una grande fonte di ispirazione; Buon fine settimana e un abbraccio a te! 🌸

      "Mi piace"

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