Confessione di studentessa

Spesso mi si chiede perchè io abbia scelto di intraprendere un percorso di studi quale quello di Lettere Moderne. Spesso provo a rispondere meglio che posso, cercando di far arrivare un messaggio che alla fine non arriva mai. Una volta conclusa la scuola superiore, e una volta compreso realmente cosa volessi fare nella mia vita, scrissi questa breve confessione che racchiude un grande cambiamento nella mia prospettiva allora confusa e una grande forza di determinazione che da allora mi accompagna e mi spinge ad andare avanti sempre. Oggi ho deciso di condividerla con voi:

 

1 Agosto 2016

Ho deciso di iscrivermi alla facoltà di lettere moderne. Dopo aver concluso il mio impegnativo percorso di studi al liceo classico, carico di immensa fatica e di immense soddisfazioni, ho capito, dentro di me, che la mia strada sarebbe stata questa. Una ragazza come me, che da sempre “vive per studiare”, è costantemente oppressa da aspettative in qualche modo pesanti. E’ una situazione comune, interessante e lecita per certi versi, terribile per tutti gli altri. E’ terribile per la persona su cui premono le aspettative: ci si trova a dover fare i conti con ciò che si aspettano gli altri da te oltre che con ciò che ci si aspetta da se stessi e con ciò che si vorrebbe fare della propria vita. Non ho mai ben capito in effetti quale meccanismo si azioni in una circostanza di questo tipo, sul versante della psicologia umana.

In ogni caso, da quando ho deciso di intraprendere questa strada, non ho ricevuto altro che parole di scoraggiamento o inviti ad un rapido ripensamento, non ho ascoltato altro che storie riguardo a persone che avevano scelto questa stessa strada e che poi non hanno trovato un posto fisso, “che non hanno concluso niente”. Ogni volta che ricevo questo genere di “consigli”, mi chiedo che fine abbia fatto la nostra povera Italia. Mi chiedo perchè la cultura, e in particolare la letteratura e un po’ tutti gli studi nelle scienze umanistiche, debbano essere svalutati a tal punto che nel mondo del lavoro è come se non servissero più a niente. Mi chiedo perchè, data la forte crisi che ci attanaglia da ormai troppo tempo, data la scarsità di lavoro in ormai tutti i campi di specializzazione, tutti pensano che non valga la pena proseguire degli studi per i quali si è portati, nel tentativo di raggiungere a tutti i costi una meta realmente agognata. La determinazione e l’impegno portano sempre dei risultati, prima o poi: l’ho sempre pensato e l’ho sempre sperimentato sulla mia stessa pelle. Non metto in dubbio che certe strade siano più lunghe e tortuose di altre, specie nel nostro secolo, ma arrendersi di fronte ai tristi rivolgimenti del nostro tempo non credo sia una soluzione. E sicuramente non è da me.

Purtroppo per i diffidenti, e per fortuna per me e per tutti quelli che hanno scelto questo stesso percorso, sono numerose le figure motivazionali che dimostrano la validità e l’importanza di un percorso di studi come questo. Nel mio percorso formativo ho avuto la fortuna di incontrare tanti docenti che hanno saputo motivarmi e mi hanno trasmesso una passione eccezionale; ed è stato grazie a questa spinta e alla presenza incoraggiante della mia famiglia che sono riuscita a mettere tutto in pausa per un istante, per capire cosa volessi fare della mia vita. E l’ho capito.

Non dirò che la letteratura è morta, perchè non lo sarà fino a quando anche solo pochi individui la apprezzeranno e la custodiranno e ne faranno tesoro per le proprie anime e quelle degli altri, e si impegneranno a valorizzarla.

L’unico consiglio che ho intenzione di dare a chi sta leggendo questa … confessione, e che magari si trova in una situazione simile (se non nella medesima), è il seguente: di fronte a tutto ciò che può essere causa di sconforto o di scoraggiamento, alzate sempre la testa e guardate oltre. Chi coltiva una passione con tutto se stesso e fino alla fine, portandola ai massimi livelli, non può non ottenere soddisfazioni, grandi soddisfazioni. Ci vorrà più tempo rispetto ad altri? Con una strada del tipo intellettuale, probabilmente. Sarà una strada in salita? Probabilmente. Ma ne varrà la pena? Senza dubbio.

Non lasciate che il nichilismo moderno vi trasformi.

4 pensieri riguardo “Confessione di studentessa

  1. Lorenzo De Luca 10 agosto 2017 — 19:05

    Per sbaglio sono tornato :). Ho capito benissimo e apprezzo tantissimo ciò che dici. Io ho studiato al classico e proseguo questi studi senza i quali non mi sentirei appagato (è un pò come la vocazione che dice di avere il prete: lui è chiamato da Dio mentre io sono chiamato dalla poesia). Insomma inutile confessarti quello che hai già detto tu, pure io ho cercato di sviarmi a fare altro, di seguire altre strade che non facevano per me: sono caduto ma cocciuto come sono alla fine sono tornato a studiare lettere (classiche). La motivazione devi trovarla dentro di te e poi fuori negli altri. Talete diceva “Conosci te stesso”: un motivo ci sarà!. Davvero gradita la tua parola di cui mi sento partecipe. Ciao! Lorenzo

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    1. Felice di ritrovare un tuo commento! Grazie per queste tue parole; è vero, alla fine si torna sulla propria strada nonostante tutto. Bisogna solo rendersi conto delle proprie aspirazioni e continuare a perseverare! Talete aveva ragione! Grazie e un saluto 🌸

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  2. Anch’io sono “ritornato” alle Lettere. Ho studiato Lettere Moderne laureandomi con lode, poi ho superato un concorso in tutt’altro campo…anni di illusioni e graduatoria sfruttata solo a metà, e io fuori per un soffio. Assieme a me, anche laureati in Ingegneria, Matematica e altre discipline non umanistiche, perché ormai la crisi lavorativa ha intaccato anche i settori non umanistici. Allora tanto vale insistere sulla propria strada, e il mio 2017 sarà un nuovo punto di partenza, sperando di iniziare a breve con le supplenze e pian piano inserirsi stabilmente. Non che mi dispiacerebbe vivere di supplenze, se fossero costanti: si ha comunque molto tempo a disposizione. Intanto, parlando di “piccoli traguardi da letterato”, ieri ho ricevuto la lieta notizia di essere finalista a un importante concorso di poesia, e a fine settembre sarò a Roma per la diretta streaming mondiale (assieme a poeti di altre nazioni collegati anche loro in streaming). Sto anche lavorando sulla mia prima raccolta poetica, ed ecco, alla fine sono queste le cose che restano e mi rendono felice, non i mutui, gli appartamenti, i beni. Meglio una vita economicamente instabile ma al 100% propria e piena di piccole grandi soddisfazioni, invece che diventare “macchine da guadagno” e finire a 70 anni con le tasche piene (solo finché si è vivi) ma la solitudine e il vuoto nel cuore, e il nulla da lasciare al futuro. Buona strada, ti auguro il meglio! 😊

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    1. È sicuramente meglio costruire una strada che possa renderti felice fino alla fine: buona fortuna a te, che la tua passione possa portarti altre infinite soddisfazioni! 🌸

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