SocializziAmo: coltivare la consapevolezza digitale dei minori per un uso sano dei social network

Il 24 maggio scorso, live sulle pagine Facebook, LinkedIn e sul canale YouTube di PA Social, è stato ufficialmente presentato SocializziAmo, il progetto di informazione visiva per un uso corretto e consapevole dei social network da parte dei minori.

L’iniziativa è nata da un’idea di Marina Mancini, coordinatrice PA Social Sicilia nonché mia tutor aziendale per il tirocinio che ho svolto presso l’ufficio stampa del Comune di Bagheria, e si è sviluppata grazie al contributo di un gruppo di lavoro formato da giornaliste, esperte di social network e comunicazione, psicologhe, avvocatesse. I contenuti del progetto sono stati analizzati, fra gli altri, da Francesca Cangialosi, psicologa dell’associazione “La Voce della Luna”, e da Gloriamaria Paci, presidente dell’associazione “Protezione Diritti e Libertà Privacy”.

La formula proposta è semplice e immediata: con la collaborazione di tutti i membri del gruppo di lavoro, sono stati realizzati dei decaloghi, per diverse fasce d’età, che contengono alcuni consigli utili per lo sviluppo di una maggiore consapevolezza nell’uso dei social network, diventati ormai strumenti quotidiani nelle mani di tutte e tutti, a qualsiasi età. Li definisco “consigli” e non “regole” perché il fine ultimo del progetto è promuovere un uso sano dei social, valutandone opportunità e rischi, attraverso una modalità che non risulti impositiva, imperativa o autoritaria, ma che si riveli utile ed amichevole nella sua semplicità. In questo, a mio avviso, risiede l’efficacia del progetto, rivolto ai minori dai 6 ai 14 anni ma anche ai loro genitori o insegnanti. I consigli proposti puntano non soltanto allo sviluppo della consapevolezza dei minori, ma anche alla loro responsabilizzazione, affinché possano utilizzare i social in sicurezza, nel rispetto della loro privacy e di quella degli altri, tenendo in considerazione tutti gli aspetti della comunicazione digitale senza che, per questo, siano messi di fronte alla consueta demonizzazione dei mezzi digitali e alla svalutazione delle loro capacità.

La realizzazione grafica – chiara, colorata, divertente – è stata curata da Giulia Agostinelli, coordinatrice PA Social Lazio, ed io ho avuto il piacere e l’onore di realizzare i video informativi ed il logo di SocializziAmo. Dopo essere stata introdotta nell’associazione dalla già citata, bravissima giornalista Marina Mancini, che mi ha donato molto durante il mio percorso  di tirocinio, sono stata coinvolta nei preparativi del progetto, che mi ha da subito entusiasmata per via della mia passione per la comunicazione e i social, per il mio grande interesse per il videomaking e, soprattutto, per i risvolti legati all’educazione e alla sensibilizzazione di ragazzi e ragazze attraverso la scuola. Mi sono inserita in corso d’opera in una iniziativa dalle grandi potenzialità, fatta di persone meticolose ed appassionate che mi hanno dato fiducia e mi hanno offerto l’opportunità di dare il mio minuscolo contributo in qualcosa di bello e importante che oggi condivido con voi anche su questo spazio.

E ho deciso di parlarvi di questa bellissima idea anche per rivolgermi direttamente alle docenti e ai docenti con cui spesso mi relaziono proprio attraverso i social: SocializziAmo è un progetto interamente no profit, fondato sulla voglia di mettersi a disposizione dei più piccoli, e nei prossimi mesi verrà presentato in molte scuole di tutta Italia. Le risorse realizzate, infatti, possono essere utilizzate in classe nell’ottica di una educazione digitale che, oggi, non può più essere considerata opzionale. Sono molti gli insegnanti e le insegnanti che si mettono in gioco da anni attraverso i dispositivi ed i programmi digitali: la pandemia e la conseguente DAD hanno inoltre accelerato un processo di digitalizzazione delle scuole che è sempre stato considerato poco rilevante. Ammettiamolo: le competenze digitali, a scuola, seppur prese in considerazione, per esempio, attraverso il Piano Nazionale Scuola Digitale, prima della pandemia in molte realtà venivano ancora ritenute secondarie dalla maggior parte del corpo docenti – che sia per un problema di formazione, di demonizzazione a priori o di conservatorismo, io per prima ho avuto a che fare, anche in università, con questa tipologia di insegnanti. Per la DAD, volenti o nolenti, anche gli insegnanti più restii hanno dovuto fare i conti con la tecnologia, con esiti più o meno efficaci.

Ebbene, SocializziAmo ha anche l’obiettivo di favorire il dialogo e lo scambio fra due generazioni apparentemente molto distanti, quella dei genitori e dei loro figli, che è anche quella degli insegnanti e dei loro allievi, affinché imparino ad aprirsi insieme alle grandi possibilità offerte dal digitale nell’apprendimento, nell’intrattenimento e nell’uso quotidiano, senza dimenticare però di soppesarne, sempre insieme, le insidie. Conoscere ciò con cui ci relazioniamo, d’altronde, dovrebbe essere il primo passo in qualsiasi contesto e di fronte a qualsiasi cosa.

Se volete scoprire qualcosa di più su SocializziAmo, su come è nato e sulle persone che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa, vi rimando alla pagina apposita sul sito dell’associazione di PA Social, chiamata appunto “Social e minori”. Vi troverete la sintetica presentazione del progetto, il logo, la live di presentazione e tutte le risorse disponibili: i riferimenti normativi e le risorse esterne, i video informativi, le infografiche in formato pieghevole e poster.

Mi auguro che questo progetto possa riverberarsi a lungo nel mondo della comunicazione e dell’educazione, rappresentando il punto di partenza di riflessioni profonde (necessarie) che possono essere mosse, in particolar modo, all’interno dei contesti familiari e nelle scuole.

Anche in questa sede ringrazio di cuore Marina Mancini e tutto il gruppo di lavoro PA Social per l’esperienza bellissima e stimolante.


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